Battaglia di punta Salvore

Punta Salvore è ricca di storia, ma l’episodio forse più importante è la battaglia navale che ebbe luogo nel 1177 nei pressi della costa. Nella nota battaglia si scontrarono 40 galere veneziane, allestite anche grazie all’aiuto delle cittadine istriane e sostenute da papa Alessandro III, e 75 genovesi e pisane schierate dalla parte dell’imperatore Federico Barbarossa. La flotta comandata dal doge Sebastiano Ziani, nascosta nel vallone di Pirano, colse di sorpresa gli avversari, catturò e affondò numerose navi e fece prigioniero lo stesso comandante, il futuro Ottone IV, figlio del Barbarossa. La vittoria ebbe vasta eco tanto che a Venezia, nella sala del Gran Consiglio, fu esposta una grande tela dipinta da Domenico Tintoretto, che commemora la grande vittoria e ogni anno, per perpetuarne il ricordo, si ripete in Canal Grande la suggestiva cerimonia dello “sposalizio del mare”.

 

 

Vittoria di punta Salvore e cattura di Ottone, figlio del Barbarossa, e di molti baroni, Domenico Tintoretto, Sala del Maggior Consiglio

 

Il Barbarossa bacia il piede al Papa, Federico Zuccari, Sala del Maggior Consiglio

 

Il papa in S. Marco dona al doge Ziani il cero bianco, uno dei segni dell’autorità dogale, Leandro Bassano, Sala del Maggior Consiglio

 

Il doge, sul punto di salpare con la flotta contro il Barbarossa, riceve dal papa la spada benedetta, Francesco Bassano, Sala del Maggior Consiglio

 

Il Papa giunge su navi veneziane ad Ancona, accompagnato dal Barbarossa e dal doge, e dona a questo un’ombrella d’oro, alto simbolo d’autorità, Gerolamo Gambarato, Sala del Maggior Consiglio

 

Papa Alessandro III benedice il doge Sebastiano Ziani, vincitore nel 1176 della battaglia di punta Salvore, Francesco e Leandro Bassano, Sala del Consiglio dei Dieci

Il doge Sebastiano Ziani riconosce il papa Alessandro X fuggito a Venezia nel convento della Carità, Carletto e Benedetto Caliari, Sala del Maggior Consiglio

Gli ambasciatori del Papa e di Venezia partono per recare al Barbarossa proposte di pace, Carletto e Benedetto Caliari, Sala del Maggior Consiglio

Gli ambasciatori ricevuti in Pavia dal Barbarossa chiedono la pace per il papa Alessandro III, Domenico Tintoretto, Sala del Maggior Consiglio

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